Archivia Dicembre 2018

L’auto come emblema cinematografico: la mitica decappottabile

Chi non ha mai sognato di correre sulla Route 66 con il vento in faccia e l'adrenalina nelle vene? Solo coloro che non amano il brivido della velocità. La decappottabile è senza dubbio l'auto che meglio si presta ad un tipo di viaggio elettrizzante ed è, in molte opere cinematografiche, una vera e propria protagonista. Lande desolate e lunghi tragitti sono i set in cui vediamo spesso una coppietta che, in preda alla passione, fa diventare una macchina senza tettuccio, l'emblema della libertà. La letteratura del cinema è piena fino all'orlo di esempi in cui l'avventura, il lusso, la potenza e la catarsi di questo modello automobilistico, diventano i caratteri identitari  di un pezzo storico. Una buona cabriolet , dotata del suo tetto pieghevole in tela dura, ha portato numerosi personaggi al conseguimento dei loro obiettivi in molteplici intrecci narrativi e, in questo articolo, si tratteranno i film più significativi che hanno visto l'evoluzione di questa automobile.

L'auto come ribellione

Esistono alcuni film, come “Il Laureato” in cui la rinomata Cabrio, diventa sinonimo di anticonformismo e trasgressione. La trama di questo film è tutta impiantata sullo stile americano, sebbene nella locandina compaia vistosamente un'auto italiana la quale, per molto tempo, è stata la spider per moltissimi ragazzi. Il protagonista di questo film, Ben Braddock è l'individuo con la vita che tutti vorrebbero avere: trascorre la sue estate tra la piscina e la villa di famiglia, visita camere d'albergo e tutto sembra essere divertentissimo, ma, il pezzo forte è il suo duetto fiammeggiante, il quale, se oggi dovessimo avere la fortuna di vederlo, sarebbe solo all'interno di un moderno museo.

Nel film “Into the wilde” invece, lìautomobile, diventa elemento scatenante quasi dell'intero intreccio narrativo: un ragazzo, Christopher McCandless, stanco degli appetiti materiali della sua società e del padre consumista, che vorrebbe comprargli un'auto nuova quando lui ne è già una in possesso, decide di fuggire in Alaska nelle terre selvagge.

Un mezzo distrutto

La propria auto è un bene che va salvaguardato, specialmente nel mondo di oggi, in cui le distrazioni non fanno che incrementare. Se si vogliono avere più informazioni, su come assicurare la propria automobile risparmiando, allora clicca qui  dove saranno rintracciabili tutte le informazioni possibili su questo tema. Quest'ultimo, nella realtà del film, è un po' sottovalutato: l'esigenza scenica di stupire lo spettatore spesso porta i registi a distruggere bellissime auto in favore di una rappresentazione cruenta e d'impatto. Emblematica è la saga cinematografica di Fast and Furios, basata sulle corse e sulle battaglie d'auto e in cui distruzioni ed effetti speciali, a discapito dei nostri amati mezzi di trasporto personali, si fanno forti grazie anche alle nuove tecniche 3D.

 

 

 

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi
in foto: Credit: Gaetan Borgonie / Extreme Life Isyensya

Nelle profondità del nostro pianeta ci sono milioni di specie di organismi sconosciute alla scienza, che assieme occupano una massa in carbonio centinaia di volte superiore a quella di tutti gli esseri umani della Terra. Si tratta di un immenso mondo perduto sotterraneo, una vera e propria “biosfera oscura”, che ha un volume superiore ai 2 miliardi di chilometri cubici, circa il doppio di quello occupato da tutti gli oceani. E come per questi ultimi, ne abbiamo solo scalfito la meravigliosa e peculiare ricchezza della biodiversità.

A suggerire le dimensioni pantagrueliche della biosfera oscura sono stati centinaia di scienziati, che negli ultimi 10 anni hanno condotto ricerche ad hoc in seno alla collaborazione Deep Carbon Observatory (DCO). I ricercatori hanno indagato su queste forme di vita in centinaia di siti di tutto il mondo, spingendosi a cercarne le tracce fino a 2,5 chilometri di profondità sotto la superficie del mare e fino a 5 chilometri sotto miniere e siti di trivellazione. Hanno trovato rappresentanti di tre regni prinicipali, ovvero batteri, archibatteri (microbi senza nucleo legato alla membrana) ed eucarioti (microbi o organismi pluricellulari con cellule). Ciò che è emerso lascia affascinati ma anche sbigottiti.

Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queenslandin foto: Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queensland

Gli scienziati, tra i quali la microbiologa Karen Lloyd dell’Università del Tennessee di Knoxville, Stati Uniti, hanno individuato specie insolite non solo dal punto di vista della forma e dell’habitat, ma anche sotto il profilo dei lunghissimi cicli di vita e del modo in cui si sostentano, catturando particelle chimiche dalle rocce che li circondano. Alcuni come l’organismo unicellulare Geogemma barossii vivono in correnti idrotermali sul fondo marino a temperature di 121 gradi centigradi, oppure a pressioni 400 volte superiori a quelle sperimentate sul fondo degli oceani. Altri possono sopravvivere per millenni, e pur essendo metabolicamente attivi risultano quasi in stasi, “con meno energia di quanto pensassimo servisse per sostenere la vita”, ha dichiarato la ricercatrice. Ciò mette in discussione anche il concetto di vita stessa.

Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austriain foto: Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austria

La sorprendente scoperta di simili organismi sul nostro pianeta ha un impatto anche sull’astrobiologia, poiché amplia considerevolmente le probabilità che la vita possa esistere anche altrove nel Sistema solare (o al di fuori di esso), magari in condizioni che fino ad oggi non ritenevamo idonee. Non è un caso che gli scienziati stimino come probabile l’esistenza di microorganismi all’interno di alcuni laghi sotterranei di Marte. I dettagli preliminari sulla “biosfera oscura” saranno presentati in seno al meeting dell’American Geophysical Union (AGU) che si tiene questa settimana, ma alcuni sono stati già pubblicati sul sito del Deep Carbon Observatory. La pubblicazione degli studi approfonditi è attesa per l’autunno del prossimo anno.

Fonte: Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi