Asteroide grande quanto un campo da calcio ci ‘sfiorera’ a super velocità: quando e rischi

Asteroide grande quanto un campo da calcio ci ‘sfiorera’ a super velocità: quando e rischi

Alle 18:33 ora italiana di lunedì 18 marzo il massiccio asteroide 2019 CL2 “sfiorerà” la Terra all’impressionante velocità di 27mila chilometri orari, ovvero 7,54 chilometri al secondo. Il proiettile spaziale, classificato dalla NASA tra i cosiddetti NEO (Near Earth Object), non desta tuttavia alcuna preoccupazione dal punto di vista di potenziali collisioni col pianeta, poiché passerà sopra alle nostre teste a una distanza di circa 4 milioni di chilometri. Il dato è riportato sia sul sito ufficiale dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) che su quello del Jet Propulsion Laboratory della NASA. Sulla pagina dell’agenzia spaziale americana è possibile osservare anche un grafico che mostra la traiettoria di 2019 CL2.

Credit: JPL/NASAin foto: Credit: JPL/NASA

Dimensioni da sottovalutare. In base ai calcoli degli scienziati del JPL, il sasso spaziale recentemente scoperto ha un diametro compreso tra i 56 e i 120 metri, una “forchetta” che va dalle dimensioni di una piscina olimpionica a quelle di un grande campo da calcio (le dimensioni ufficiali della FIFA vanno da un minimo di 90 metri a un massimo di 120 metri). Si tratta dunque di un asteroide potenzialmente pericoloso, nel caso in cui dovesse puntare il nostro pianeta. Certo, in caso di impatto non si scatenerebbero fenomeni di estinzione globale come quelli innescati dall’asteroide Chicxulub, la roccia spaziale da 10 km di diametro che 66 milioni di anni fa determinò la scomparsa dei dinosauri non aviani e di altri animali. I danni si avrebbero solo a livello locale, ma potrebbero essere comunque catastrofici nel caso in cui venisse investito un centro urbano densamente abitato. L’impatto sprigionerebbe un’energia di gran lunga superiore a quella delle bombe nucleari sganciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un arrivederci. Come indicato, per il pomeriggio di lunedì 18 marzo non abbiamo assolutamente nulla da temere, poiché 2019 CL2 ci saluterà a una distanza circa 10 volte superiore a quella media che ci separa dalla Luna (384mila chilometri). L’asteroide tornerà a farci visita il 7 agosto di quest’anno attorno alle 21:20, poi ancora nel 2026 e per ben tre volte nel 2030. L’ultimo sorvolo calcolato sul sito della NASA è previsto per il 2089. Nel corso dei prossimi decenni l’asteroide verrà costantemente monitorato; le perturbazioni causate dagli altri pianeti del Sistema solare e in particolar modo Giove, infatti, potrebbero metterlo su traiettorie pericolose per la Terra.

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L’identikit del gatto domestico: le sue cinque personalità

Il nostro gatto finalmente è uno degli animali più amati di sempre. se fino a qualche tempo fa, infatti, era soprattutto il cane a conquistare i cuori delle persone, guadagnandosi il ruolo di migliore amico dell’uomo, oggi anche i gatti sono apprezzati e probabilmente anche più compresi di una volta. La competizione tra gli animali domestici per decidere quale fosse quello più amato è dunque a una svolta: 7,5 milioni di gatti sono presenti oggi in casa degli italiani, mentre 7 milioni sono i cani. Dunque, dopo la Francia, oggi anche in Italia il felino ha superato il cane e questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori, anche se il suo fascino è sempre stato più che chiaro per tutti. Gli amanti dei gatti ci sono sempre stati, come c’era già chi ad esempio anche per il proprio felino sceglieva una cremazione o una sepoltura degna di una persona di famiglia, magari affidandosi a Funerali Roma (clicca qui), ma oggi questo animale è davvero apprezzato dalla maggior parte delle persone.

Come si è arrivati all’identikit del gatto

Una veterinaria dell’università di Lincoln, in Inghilterra, si è concentrata a lungo sul comportamento felino, rendendosi conto, dopo molti anni di studio, che i nostri felini possono essere tutti ricondotti a cinque fondamentali personalità. La ricerca ha coinvolto 200 proprietari di gatti, a cui sono state sottoposte delle interviste su abitudini quotidiane e legame felino. Al termine della lunga ricerca, la studiosa è riuscita a delineare cinque personalità del gatto. Secondo la veterinaria, infatti, il gatto sviluppa la sua personalità sulla base di genetica, ma anche esperienza vissuta e apprendimento.

Quali sono le cinque personalità feline

La prima personalità è quella del gatto umano. Si tratta del felino che ama stare in compagnia dell’uomo e si esprime con fusa e coccole. In genere è un micio molto mansueto, poco interessato ad altri esemplari della stessa specie.

La seconda è quella del gatto-gatto. Una personalità simile a quella precedente, anche se in questo caso il gatto ama stare in compagnia di altri felini, giocandoci per ora. Questo gatto ha comunque un buon rapporto con i suoi padroni, ma predilige comunque quello con gli altri gatti.

La terza personalità è quella del gatto cacciatore. Se tutti i felini sono cacciatori di natura, il gatto cacciatore lo è di più. La sua personalità è selvaggia e ama giocare con le sue prede. Spesso ama portare animali morti al suo padrone in segno di affetto e si aspetta, ovviamente, anche di essere premiato e non rimproverato.

La quarta personalità è quella del gatto curioso. Un animale con una curiosità spiccata e grande autostima. In genere lo si trova in angoli insospettati ed è un animale molto territoriale. Ama molto controllare tutto il suo ambiente ed esercita un controllo quasi maniacale su qualsiasi novità.

Esiste anche il gatto solitario

Infine, la quinta personalità, quella del gatto solitario. Si tratta di un animale irritabile, che non ama il contatto sociale. È un animale timoroso, che ha bisogno di tempo per adattarsi ed è piuttosto indipendente. È anche un felino che in genere rifiuta di interagire con umani e altri animali, per rassicurarlo è fondamentale agire senza fretta.

Marte, i resti di antichissime valli fluviali svelati dall’ESA: le immagini straordinarie

Marte, i resti di antichissime valli fluviali svelati dall’ESA: le immagini straordinarie

Nuove e straordinarie immagini di Marte mostrano con un incredibile dettaglio un complesso sistema di valli fluviali, che miliardi di anni fa era attraversato da velocissimi flussi d’acqua. Si tratta dell’ennesima prova che in un passato remoto il Pianeta Rosso non era il mondo freddo, arido e spoglio che conosciamo oggi dalle immagini di rover e orbiter, ma un corpo celeste vivo e pulsante, molto più caldo e umido. Ma soprattutto, era ricchissimo d’acqua allo stato liquido, che probabilmente ospitava anche organismi biologici. Non si può inoltre escludere che queste valli fossero circondate da una fitta e rigogliosa vegetazione aliena.

Missione europea. A immortalare le reti fluviali estinte di Marte è stato il sensibilissimo occhio della sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, lo stesso da cui partono le navette soyuz verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il sistema di valli è stato individuato negli altopiani meridionali del Pianeta Rosso, incastonato tra due dei più grandi e importanti crateri di impatto marziani; l’Huygens, dal nome del noto astronomo e fisico olandese, e l’Hellas, che non ha eguali in termini di dimensioni.

I “neuroni” di Marte. Che si tratta di valli fluviali lo dimostra chiaramente la loro caratteristica struttura dendritica, con grandi canali principali che danno vita a ramificazioni sempre più piccole, come avviene negli alberi e nelle cellule nervose. La “prova del nove” è data dall’enorme somiglianza con reti fluviali sulla Terra, ad esempio quella del fiume Yarlung Tsangpo, che dal Tibet occidentale si dirama verso il basso abbracciando Bangladesh, Cina e India.

Origine incerta. In base alle misurazioni condotte dagli astronomi, queste valli fluviali raggiungevano i due chilometri di lunghezza e una profondità di circa 200 metri. Non è chiaro se originassero da ghiacciai sciolti, acqua sotterranea, abbondanti piogge o un insieme di questi fenomeni, ma il Pianeta Rosso era indubbiamente molto diverso da come lo conosciamo oggi. Per scoprirne i segreti l’ESA e l’agenzia spaziale russa (ROSCOMOS) stanno progettando la missione ExoMars; nel 2020 lanceranno il rover “Rosalind Franklin” che scaverà in luoghi strategici alla ricerca di prove dell’esistenza della vita passata. Essa, tuttavia, potrebbe essere ancora presente nei grandi laghi sommersi nel cuore di Marte, come quello scoperto da scienziati italiani lo scorso anno.

[Credit: ESA/DLR / FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO ]

Fonte: Marte, i resti di antichissime valli fluviali svelati dall’ESA: le immagini straordinarie

Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

A causa di una brusca e imprevista accelerazione del polo nord magnetico, gli scienziati sono stati costretti ad aggiornare in anticipo il World Magnetic Model, il modello che descrive il campo magnetico della Terra e che è alla base dei sistemi di geolocalizzazione e navigazione, sia civili che militari. In parole semplici, il polo nord magnetico, che non combacia con quello geografico, è letteralmente “schizzato” in direzione della Siberia, spostandosi dall’Oceano Artico canadese a una velocità di circa 55 chilometri all’anno. Per comprendere l’entità di questo balzo, basti pensare che soltanto cento anni fa si muoveva di “soli” 15 chilometri all’anno. L’aggiornamento si è dunque reso necessario poiché la variazione stava rendendo imprecisi i sistemi di navigazioni, bussole dei nostri smartphone comprese, provocando i problemi più seri soprattutto per aerei, navi e sottomarini in prossimità del Polo Nord. Tutti i dispositivi dovranno essere ricalibrati (lo faranno con aggiornamenti automatici) sulla base dei nuovi dati.

in foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Anticipi e ritardi. L’aggiornamento eccezionale del modello era previsto per il 15 gennaio di quest’anno, tuttavia, a causa dello shutdown negli Stati Uniti che ha bloccato i fondi a diversi enti governativi, è slittato al 30 gennaio e infine ai primi giorni di febbraio, quando finalmente è stato reso disponibile per tutti. Il World Magnetic Model viene messo a punto da una collaborazione di scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e della British Geological Survey, che rilasciano uno nuovo modello ogni 5 anni, proprio in virtù dei cambiamenti del campo magnetico. Tuttavia nel 2016 è iniziata la brusca cavalcata del polo nord, facendo “saltare” le previsioni del 2015 e dunque rendendo necessario un aggiornamento eccezionale, un anno prima rispetto alla tabella di marcia. Curiosamente il polo sud magnetico se ne sta abbastanza tranquillo, a largo della costa orientale dell’Antartide.

Credit: Noaa Ncei/Ciresin foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Cosa sta succedendo. Ma perché il polo nord magnetico si sta spostando così rapidamente? Gli scienziati pensano che alla base di questa accelerazione improvvisa ci siano getti di ferro fuso ad altissima velocità sotto l’Artico. Il campo magnetico della Terra, infatti, viene generato dalla dinamica del ferro fuso nel nucleo esterno della Terra, sito a circa 3mila chilometri di profondità dalla superficie. Esso plasma la magnetosfera che è fondamentale per la vita; si tratta di un vero e proprio scudo che devia le letali radiazioni del vento solare, permettendo la vita sulla Terra. Il fatto che si stia spostando così velocemente potrebbe suggerire l’avvicinarsi della temuta inversione dei poli magnetici, un fenomeno che avviene periodicamente (circa 3 volte ogni milione di anni) e che l’ultima volta è stato registrato 780mila di anni fa.

Quali sono i rischi. L’effetto più temuto dell’inversione dei poli magnetici e la “sparizione” temporanea dello scudo magnetico che ci protegge dalle radiazioni, benché negli eventi passati non si sono registrate fluttuazioni negative per la biosfera. Ma noi viviamo in un mondo iperconnesso e ipertecnologico, ed è noto che le tempeste geomagnetiche causate dal vento solare possono creare danni più o meno gravi a sistemi di navigazione GPS, satelliti, comunicazioni radio e impianti elettrici. Basti pensare che il potente Evento di Carrington del 1859 – una fortissima tempesta geomagnetica – produsse addirittura incendi ai telegrafi, oltre a far apparire l’aurora boreale a Roma e alle Hawaii. Insomma, restare privi della protezione dello scudo magnetico potrebbe innescare scenari apocalittici. Fortunatamente l’inversione dei poli magnetici non è un fenomeno repentino; come ci ha spiegato il professor Domenico di Mauro dell’INGV avviene in circa 4-5mila anni. Insomma, per il momento possiamo stare tranquilli, anche se il polo nord magnetico fa le bizze.

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Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi
in foto: Credit: Gaetan Borgonie / Extreme Life Isyensya

Nelle profondità del nostro pianeta ci sono milioni di specie di organismi sconosciute alla scienza, che assieme occupano una massa in carbonio centinaia di volte superiore a quella di tutti gli esseri umani della Terra. Si tratta di un immenso mondo perduto sotterraneo, una vera e propria “biosfera oscura”, che ha un volume superiore ai 2 miliardi di chilometri cubici, circa il doppio di quello occupato da tutti gli oceani. E come per questi ultimi, ne abbiamo solo scalfito la meravigliosa e peculiare ricchezza della biodiversità.

A suggerire le dimensioni pantagrueliche della biosfera oscura sono stati centinaia di scienziati, che negli ultimi 10 anni hanno condotto ricerche ad hoc in seno alla collaborazione Deep Carbon Observatory (DCO). I ricercatori hanno indagato su queste forme di vita in centinaia di siti di tutto il mondo, spingendosi a cercarne le tracce fino a 2,5 chilometri di profondità sotto la superficie del mare e fino a 5 chilometri sotto miniere e siti di trivellazione. Hanno trovato rappresentanti di tre regni prinicipali, ovvero batteri, archibatteri (microbi senza nucleo legato alla membrana) ed eucarioti (microbi o organismi pluricellulari con cellule). Ciò che è emerso lascia affascinati ma anche sbigottiti.

Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queenslandin foto: Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queensland

Gli scienziati, tra i quali la microbiologa Karen Lloyd dell’Università del Tennessee di Knoxville, Stati Uniti, hanno individuato specie insolite non solo dal punto di vista della forma e dell’habitat, ma anche sotto il profilo dei lunghissimi cicli di vita e del modo in cui si sostentano, catturando particelle chimiche dalle rocce che li circondano. Alcuni come l’organismo unicellulare Geogemma barossii vivono in correnti idrotermali sul fondo marino a temperature di 121 gradi centigradi, oppure a pressioni 400 volte superiori a quelle sperimentate sul fondo degli oceani. Altri possono sopravvivere per millenni, e pur essendo metabolicamente attivi risultano quasi in stasi, “con meno energia di quanto pensassimo servisse per sostenere la vita”, ha dichiarato la ricercatrice. Ciò mette in discussione anche il concetto di vita stessa.

Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austriain foto: Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austria

La sorprendente scoperta di simili organismi sul nostro pianeta ha un impatto anche sull’astrobiologia, poiché amplia considerevolmente le probabilità che la vita possa esistere anche altrove nel Sistema solare (o al di fuori di esso), magari in condizioni che fino ad oggi non ritenevamo idonee. Non è un caso che gli scienziati stimino come probabile l’esistenza di microorganismi all’interno di alcuni laghi sotterranei di Marte. I dettagli preliminari sulla “biosfera oscura” saranno presentati in seno al meeting dell’American Geophysical Union (AGU) che si tiene questa settimana, ma alcuni sono stati già pubblicati sul sito del Deep Carbon Observatory. La pubblicazione degli studi approfonditi è attesa per l’autunno del prossimo anno.

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Quando si trasloca con un animale

Durante i traslochi Milano e provincia danno l’impressione di dilatarsi fino a diventare grandi come l’Australia intera: spostarsi da un paese all’altro, magari di venti chilometri, fa nascere una serie di complicazioni che non avremmo mai pensato possibili.

E se è così per noi, ci siamo mai chiesti come può essere l’esperienza del trasloco per il nostro animale domestico? Il suo habitat viene stravolto da un giorno all’altro; per settimane, in casa cresce una tensione per lui incomprensibile; l’ambiente normalmente tranquillo di casa viene sconvolto da rumori forti, persone estranee, continui cambiamenti; e il padrone, di solito attento e affettuoso, sembra non avere mai tempo per una carezza. Decisamente uno stress enorme, del quale se vogliamo bene al nostro animale dobbiamo tenere conto nell’organizzare il trasloco. Vediamo qualche utile consiglio:

– Se il vostro animale è malato, spostarlo è una pessima idea: i trasferimenti in auto, particolarmente quelli di lungo raggio, potrebbero essergli dannosi e anche letali. Se non potete, comprensibilmente, cambiare la data del trasloco, lasciatelo a qualcuno di vostra fiducia finché non si sarà rimesso.

– Il vostro animale deve viaggiare con voi, non sul furgone dei mobili, e per molti motivi. Per prima cosa fare diversamente sarebbe estremamente pericoloso, oltre che difficile da organizzare; secondariamente, la vostra presenza gli sarà senza dubbio di conforto.

– Volete evitare brutte sorprese? Allora siate rigidi se necessario, e non date da mangiare, né da bere, al vostro animale per almeno due ore prima del viaggio. I motivi sono facili da immaginare…

– Preparate la gabbietta di trasporto – se il vostro amico ne ha bisogno – in modo che sia più confortevole possibile. Imbottitela per proteggerla dagli urti e dagli scossoni, foderatene il fondo con materiale assorbente – l’emozione gioca brutti scherzi… – e metteteci uno dei giocattoli preferiti del vostro animale, che gli farà compagnia e lo terrà tranquillo.

– Molto spesso si trasloca durante la bella stagione, per evitare le complicazioni del cattivo tempo. In questo caso, mentre viaggiate con il vostro animale, non lasciatelo mai da solo nell’auto parcheggiata: il sole la trasforma rapidamente in un vero e proprio forno, e il calore può facilmente rivelarsi mortale.