Le diete alternative

Il numero di italiani che sceglie di seguire diete alternative (vegetariana, vegana, macrobiotica ecc.) è in continua crescita. Secondo gli esperti dell’alimentazione però, nessuno stile alimentare alternativo coincide totalmente con quello ritenuto ideale per un soggetto adulto, perché la dieta, per essere sana, deve essere varia ed equilibrata. Sarebbe quindi necessario: mangiare più fibre, frutta, verdura e cereali integrali; non esagerare con il consumo di grassi animali; introdurre nella dieta carni magre, pesce azzurro e legumi.

Tra le diete alternative ci sono:

Dieta Macrobiotica: ricca di fibre, povera di grassi e con un elevato consumo di riso che, pur essendo un ottimo cereale, è costituito soprattutto da amido ma possiede pochissime proteine e acidi grassi. All’interno di questa dieta sono assenti anche alcuni elementi che l’organismo non può sintetizzare, come gli aminoacidi essenziali, con possibili carenza di calcio e di alcune vitamine. Inoltre, la dieta macrobiotica è ricca di sale, fattore che aumenta la pressione arteriosa.

Dieta vegetariana: prevede l’introduzione di pochi grassi saturi e un elevato apporto di fibre vegetali, con effetti positivi sull’apparato digerente e con un aumento del senso di sazietà. La sua versione più ampia, la dieta pesco-pollo vegetariana (esclude solo latticini, uova, carne rossa e salumi), si avvicina molto allo stile alimentare ideale per una persona, basandosi su una riduzione di grassi e su un aumento di cereali integrali, legumi, frutta e verdura.

Dieta Vegana: questo stile alimentare esclude il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale. La sua forma più radicale prevede l’esclusione di carne, pesce, latte, latticini, uova e derivati compreso il miele. Tra le diete vegetariane, quella vegana è l’unica che, se non seguita con particolare attenzione, espone a seri rischi per la salute, come anemia, osteoporosi (soprattutto nella donna), problemi cardiovascolari e carenze di vitamine.

Come scegliere le vasche ad ultrasuoni

La pulizia di oggetti con geometrie complesse viene effettuata con i migliori risultati all’interno delle apposite vasche ad ultrasuoni, che permettono una perfetta diffusione degli agenti pulenti grazie alle microbolle di cavitazione e quindi un risultato impeccabile anche nei punti meno raggiungibili. La scelta della corretta vasca per le proprie esigenze, tuttavia, non è semplice: alcuni criteri utili per restringere la scelta possono aiutare nel selezionare il modello di pulitrice più adatto alle proprie esigenze reali.

La prima scelta da fare, e per fortuna una delle più semplici, ha a che vedere con le dimensione dalla vasca stessa. Le vasche ad ultrasuoni vengono utilizzate per pulire pezzi minuscoli e anche componenti molto grandi: e naturalmente le dimensioni hanno un forte impatto sul prezzo. Sforziamoci di scegliere una dimensione di vasca che ci permetta di inserire tutti i componenti di dimensioni medie in un unico ciclo, e potremo pulire in più passaggi quelli molto grandi: avremo un risultato eccellente e un significativo risparmio.

In secondo luogo, nella pulizia in vasche ad ultrasuoni, è importantissima la temperatura raggiunta dall’acqua; l’ideale è intorno ai 60 gradi Celsius, perché a tale temperatura le onde ad ultrasuoni si muovono alla massima semplicità nel’acqua, il che aumenta l’efficienza della vasca, ottimizzandone i consumi, e migliorandone drasticamente le prestazioni. I modelli migliori sono in grado di scaldare direttamente l’acqua che contengono, ma nei casi dove questo comportasse una spesa eccessiva, è possibile immettere nella vasca acqua già riscaldata, con ottimi risultati.

Sarà poi necessario pasare alla scelta di un accessorio fondamentale: il cesto di contenimento. Non commettete l’errore troppo comune di pensare di poter semplicemente appoggiare gli oggetti da pulire sul fondo della vasca: è un errore grave per due motivi. Per prima cosa, fra la temperatura dell’acqua, di cui abbiamo parlato, e la possibile tossicità della sostanza pulente, recuperare i pezzi dal fondo potrebbe essere complicato; e secondariamente, il fondo della vasca è la superficie da cui si irradiano le onde ad ultrasuoni, e la presenza di pezzi appoggiati potrebbe compromettere il funzionamento della vasca impedendo la diffusione delle onde.

E per finire, dovremo pensare alla soluzione pulente. Se per molti oggetti acqua calda e ultrasuoni sono sufficienti, esistono sicuramente una maggioranza di casi in cui è richiesto un agente chimico di pulizia. Scegliete con cura, affidandovi a dei professionisti, e combinando l’efficacia della pulizia con l’attenzione alle potenziali reazioni chimiche: immergere un pezzo in alluminio in una soluzione fortemente alcalina potrebbe causare danni molto gravi, ad esempio.